
Montisci Launeddas

Con quale strumento è consigliabile iniziare a studiare le launeddas?
Non esiste un'unica risposta universale: esistono diverse scuole di launeddas e ciascuna segue una propria didattica. La straordinaria ricchezza di questo strumento risiede proprio nella varietà di approcci, nei diversi modi di eseguire le stesse tecniche e nelle differenti interpretazioni dello stesso brano. Pertanto, la scelta dello strumento iniziale varia da scuola a scuola. Noi, ad esempio, come allievi del maestro Luigi Lai, iniziamo il percorso di apprendimento partendo dal Fiorassiu in Si bemolle.
Che differenza c'è tra le varie tipologie di Launeddas (es. Fiorassiu, Mediana, Punt'e Organu)?
Le launeddas non sono un singolo strumento, ma una vera e propria famiglia di strumenti. Per spiegare semplicemente la differenza tra una tipologia e l'altra, si può dire che a parità di tonalità, eseguono scale diverse (intendendo per "scala" una specifica sequenza ordinata di note).
Mentre la tonalità stabilisce l'altezza generale del suono (ovvero quanto il suono sia grave o acuto, come in Do o in Fa), la tipologia determina gli intervalli tra le note e la loro disposizione. Ciascuna tipologia possiede infatti una propria combinazione di note e quindi una propria "scala".
Che differenza c'è tra le Launeddas e le "Northern Launeddas" (Triplepipes) create da Barnaby Brown?
La risposta breve è: nessuna, sono launeddas a tutti gli effetti.
Sono stati semplicemente sviluppati dei nuovi cuntzertus con un'impostazione "nordica", le cui scale permettono di eseguire il repertorio antico e tradizionale del Nord Europa (come la musica scozzese e irlandese) utilizzando la stessa identica tecnica di esecuzione e di costruzione dello strumento sardo.
Questi strumenti sono nati dall'esigenza di riportare in vita la canna tripla raffigurata nei bassorilievi medievali del Nord Europa: a differenza del popolo sardo, che ha custodito con attenzione, amore e devozione ininterrotta il proprio strumento nei millenni, in altri Paesi questa tradizione si era purtroppo estinta.
Perché il mio strumento ha perso intonazione o ha smesso di suonare dopo poco tempo?
Suonare le launeddas non richiede soltanto l'apprendimento delle note.
Dare uno strumento d'alta liuteria a chi è alle prime armi è come mettere un debuttante al volante di una Formula 1: un pilota esperto su un'utilitaria andrà sempre più veloce di un principiante su una vettura da corsa.
Imparare a suonare significa infatti imparare a non bagnare le ance (cabitzinus) con la saliva. Chi non ha ancora sviluppato il corretto controllo tende a far passare troppa saliva all'interno delle ance:
-
Prima fase: le ance inzuppate di saliva inizieranno a calare di intonazione;
-
Seconda fase: quando diventano del tutto fradicie, la linguetta si appesantisce e smette completamente di vibrare.
Non si tratta quindi di un difetto dello strumento o dell'accordatura, ma di una tappa fisiologica dello studio: con l'esercizio e la corretta postura si impara a dosare il flusso d'aria mantenendo l'ancia nelle condizioni ideali di asciuttezza e stabilità acustica.
Dove e come vanno conservate le launeddas?
Le ance (cabitzinus) sono tremendamente sensibili alle variazioni di umidità e temperatura, quindi avere cura dello strumento non è semplice e richiede molta esperienza.
Il posto migliore per conservare le launeddas è all'interno di una valigetta chiusa e dedicata esclusivamente a loro. Anche se riposte nella custodia, bisogna seguire alcune regole fondamentali:
-
Lontano da fonti di calore e aria condizionata: Lo strumento non deve mai stare vicino a termosifoni, stufe o flussi diretti di aria condizionata.
-
Protezione dai raggi solari: La valigetta non deve mai essere lasciata al sole (ad esempio in macchina o vicino a una finestra), poiché i raggi riscalderebbero l'interno.
-
Il rischio per la cera d'api: Sulle linguette delle ance viene applicata la cera per la loro accordatura. Se la custodia si riscalda, la cera rischia di sciogliersi e colare tra la linguetta e il fusto dell'ancia: in tal caso l'ancia diventa irrecuperabile e dev'essere completamente sostituita.
Infine, poiché la paletta dell'ancia è estremamente sensibile ai cambi di temperatura, l'intonazione varia inevitabilmente con il cambio delle stagioni. Nel passaggio dalla primavera all'estate (o dall'autunno all'inverno), è del tutto normale che lo strumento debba essere riaccordato completamente per adattarsi al nuovo clima.
Perché non riesco a progredire?
La risposta più sincera e diretta è: probabilmente stai studiando troppo poco.
Contrariamente a quanto si pensa, la vera difficoltà nelle launeddas non sta nella respirazione circolare, ma nella coordinazione delle due mani. Le mani eseguono due melodie diverse e distinte che devono intrecciarsi perfettamente l'una con l'altra.
Può sembrare difficile da credere, ma i migliori launeddisti hanno alle spalle un bagaglio di migliaia di ore di studio. Nessuno dei suonatori di alto livello dedica allo strumento meno di una decina di ore alla settimana.
L'indipendenza delle mani, il controllo del ritmo e la padronanza delle nodas non si ottengono per semplice dote naturale, ma attraverso l'automatizzazione dei movimenti e la memoria muscolare. Senza un'applicazione quotidiana e costante, i progressi si bloccano inevitabilmente.